TERZA MOSTRA ” PARALLELISMI ” di Giovanni Vichi

Sabato 20 maggio alle ore 18 inaugurazione  della  Mostra di Giovanni Vichi  ” Parallelismi”.

Giovanni è fiorentino e come altri si è avvicinato alla fotografia con curiosità ma, come asserisce ” ben presto”, ha capito che non era solo la curiosità a fargli fare le foto ma la voglia di vedere attraverso l’obiettivo della macchina, passione che spinge a voler vedere il mondo non più con due occhi, i nostri occhi, ma con quello unico della fotocamera.

Come tanti ha studiato per approfondire le conoscenze nella fotografia ma soprattutto, cosa encomiabile, ha voluto conoscere i maestri della fotografia, di ieri e di oggi, per affinare la tecnica, allenare l’occhio, capire e creare le composizioni che portano a delle ottime foto.

A quel punto la macchina fotografica è divenuta la sua amica, la sua compagna di viaggio che partendo da Firenze l’ha accompagnato in tutti i suoi viaggi dalle Americhe, all’Oriente e logicamente nel Vecchio Continente.

Qui nasce il progetto ” Parallelismi” per mostrare cosa ha visto, filtrato con il suo obiettivo e con il suo modo di vedere, nei luoghi che ha visitato e per raccontare la sua scoperta : tra le molte differenze di luoghi lontani tra loro, si possono avere molte similitudini, anche e spesso in maniera ambigua ma comunque interessante!

Quando Giovanni mi ha presentato i suoi lavori e il conseguente tema non ho avuto dubbi nel chiedergli di fare la mostra presso il mio spazio espositivo.

Una mostra che si colloca alla fine di questo ideale trittico che ha visto passare dal mio studio tre  giovani fotografi, David Pestelli, Teresa Lardino e Giovanni Vichi.

Tre fotografi ai quali va tutta la mia ammirazione e il mio incoraggiamento ad andare avanti senza timori alcuni.

E’ doveroso aggiungere che Giovanni, con il suo amico Matteo, a sostegno della loro voglia di condividere, con chi lo desidera, la passione per la fotografia, ha fondato l’Associazione Fotografica ” Diaframma Aperto”.

Iniziativa che se spinta da una sana voglia di fare cultura e le foto della mostra sono a chiara testimonianza, non può avere che riscontri positivi.